Vacanza Rovinata
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AIR ITALY Risarcimento e Rimborso per Volo Cancellato

Air Italy - rimborso volo cancellato

In una recente sentenza il Giudice di Pace di Milano ha condannato la compagnia aerea Air Italy a risarcire una passeggera vittima della cancellazione di un volo facente parte di un pacchetto viaggio organizzato da un tour operator. La sentenza in oggetto si pone in linea con il costante orientamento espresso dai Giudici italiani e comunitari riconoscendo il diritto al risarcimento in favore del passeggero, tanto nel caso in cui il volo sia stato cancellato, quanto nel caso in cui il volo abbia subito un rilevante ritardo ed a prescindere dal fatto che il volo faccia parte o meno di un pacchetto viaggio organizzato. E’ quanto stabilito dal Giudice di Pace di Milano Sez. VII nella sentenza del 1.02.2011.

Svolgimento del processo

Con atto di citazione, ritualmente notificato il 12.2.10, la sig.ra Do.Co. conveniva in giudizio la Air Italy S.p.a. per sentirla condannare al risarcimento dei danni ammontanti in Euro 1.000,00 per la cancellazione del volo (…) del 26.8.08, oltre alla rivalutazione monetaria ed agli interessi, nonché alla rifusione delle spese legali del giudizio.

Asseriva parte attrice di avere programmato una vacanza con partenza il giorno 26.8.08 alle ore 22 da Milano Malpensa ed arrivo a Mombasa con il volo della compagnia aerea Air Italy n. (…).

Precisava l’attrice che giunta all’aeroporto apprendeva che il volo in questione era stato cancellato e sostituito con altro con partenza da Verona alle ore 3,45 del giorno 27.8.08.

Concludeva la sig.ra Do.Co., quindi, che tale cancellazione aveva comportato gravi disagi e turbato la vacanza per essere giunta a destinazione un giorno più tardi, per i quali ne aveva richiesto il ristoro alla compagnia aerea, che non aveva inteso risarcire.

Si costituiva parte convenuta, la quale nel contestare la fondatezza della domanda attorea per trattarsi di volo riprogrammato ed avere la compagnia aerea fornito l’assistenza e le informazioni ai passeggeri come previsto dal Regolamento Ce n. 261/2004, chiedeva il rigetto delle pretese di parte attrice. Concessi i termini per il deposito di memorie di replica, istruttorie e produzione documenti, la causa veniva rinviata all’udienza dell’11.6.10.

A tale udienza, su richiesta concorde delle parti, veniva disposto rinvio per la precisazione delle conclusioni. All’udienza del 14.10.10, previo deposito di note conclusive, il giudizio veniva introitato a sentenza.

Motivi della decisione

Nella disamina della questione posta al vaglio di questo Giudice di Pace occorre partire dal dato che il volo aereo faceva parte di un viaggio tutto compreso.

Tali formule di vacanze, organizzate dai “tour operator” e posti in vendita al pubblico, per lo più tramite le agenzie di viaggio, sono regolamentate dagli artt. 82 e ss. del Codice del Consumo, i quali prevedono una responsabilità dell’organizzatore e/o del venditore del pacchetto turistico per il risarcimento del danno subito dal consumatore in occasione della fruizione del pacchetto stesso.

In tale contesto, comunque, il consumatore ha titolo per agire non solo contro l’organizzatore o il venditore, ma anche contro il vettore aereo (oppure altro prestatore di servizi acquistati con il pacchetto).

Dalle risultanze istruttorie deve ritenersi accertato che il volo aereo n. (…) da Milano Malpensa a Mombasa del 26 agosto 2008 delle ore 22,00 a seguito di una riprogrammazione da parte della compagnia aerea convenuta è partito da un diverso aeroporto (Verona) con orario previsto per le ore 1:50 del giorno 27 agosto 2008.

Per garantire una tutela ai passeggeri in partenza da un aeroporto europeo o comunque in viaggio su un volo effettuato da una compagnia aerea comunitaria nei casi di negato imbarco, cancellazione o ritardo prolungato la Comunità Europea è intervenuta con il Regolamento n. 261/2004. – In ipotesi di ritardo prolungato del volo, il sopra richiamato Regolamento comunitario prevede l’obbligo di assistenza (pasti, bevande, eventuale sistemazione in albergo e trasferimenti) nei casi in cui il ritardo sia almeno di due ore sui voli intracomunitari o internazionali inferiori o pari a 1.500 km e di almeno tre ore sui voli intracomunitari superiori a 1.500 km e sui voli internazionali tra 1.500 e 3.500 km, nonché di almeno quattro ore sui voli internazionali superiori a 3.500 km. Se il ritardo è di almeno cinque ore il passeggero ha la possibilità di rinunciare al volo e di ottenere il rimborso del biglietto per la parte di viaggio non utilizzata, senza applicazione di penali.

In questi casi il Regolamento Ce 261/2004 non prevede espressamente compensazioni pecuniarie. Tuttavia, questo Giudice di Pace ritiene che il prolungato ritardo del volo deve equipararsi all’ipotesi di cancellazione del medesimo in quanto in ambedue i casi il passeggero subisce un danno legato alla perdita di tempo, condividendo l’orientamento espresso dalla Corte di Giustizia Europea, la quale con la sentenza n. 402 del 19.11.2009, ha chiarito che nei casi in cui il ritardo del volo causi al passeggero una perdita di tempo pari o superiore a tre ore, ovvero nei casi in cui i passeggeri giungono a destinazione tre ore o più dopo l’orario previsto originariamente, è dovuta la compensazione pecuniaria prevista per i casi di cancellazione del volo.

Pertanto deve riconoscersi in favore di parte attrice la compensazione pecuniaria pari ad Euro 600,00 trattandosi di volo con tratta superiore ai 3.500 Km e non avendo dimostrato il vettore che il ritardo è stato causato da circostanze eccezionali che sono sfuggite al suo effettivo controllo, per essersi limitato ad affermare unicamente che si è trattato di una riprogrammazione del volo medesimo.

Con riferimento al danno da vacanza rovinata da parte del vettore inadempiente in presenza di un contratto di trasporto questo deve negarsi, poiché il predetto danno da vacanza rovinata è risarcibile esclusivamente in presenza di inadempimento o inesatto adempimento delle obbligazioni assunte dall’organizzatore del viaggio con la stipulazione di un pacchetto turistico tutto compreso, in virtù del quale l’organizzatore stesso si obbliga a procurare al viaggiatore una genericità di servizi diretti e finalizzati al godimento della vacanza: tale disciplina non può pertanto essere applicabile in via analogica al contratto di trasporto, in cui l’obbligazione del vettore è quella di trasferire da un luogo all’altro il viaggiatore ed il bagaglio, senza alcun riferimento ai motivi che hanno determinato la stipulazione da parte del creditore del contratto di trasporto medesimo.

Difatti, le ragioni del viaggio del passeggero rimangono indifferenti per il vettore aereo, né lo stesso assume alcun impegno circa il buon esito del personale fine del passeggero medesimo.

E, seppure l’inadempimento nel trasporto fosse stato tale da compromettere di per sé le finalità del viaggiatore, comunque non si avrebbe danno risarcibile, appunto perché le ragioni del viaggio rimangono estranee e indifferenti nel contratto di trasporto.

E’ evidente, quindi, come non sia applicabile al contratto di trasporto la disciplina relativa ai viaggi organizzati, né possa essere riconosciuto, in tale sede, il c.d. “danno da vacanza rovinata“.

Pertanto, sul punto la domanda deve essere rigettata.

In conclusione parte attrice ha diritto unicamente alla compensazione pecuniaria pari ad Euro 600,00, sulla quale devono farsi decorrere gli interessi legali dalla domanda al saldo.

Tenuto conto della parziale soccombenza di parte attrice si ritiene sussistano giusti motivi per dichiarare compensate al 50% le spese di lite, con liquidazione del restante 50% a carico di parte convenuta come da dispovo.

La presente sentenza è provvisoriamente esecutiva ex art. 282 c.p.c..

P.Q.M.

Il Giudice di Pace di Milano, definitivamente pronunciando sulla domanda proposta dalla sig.ra Do.Co. contro la Air Italy S.p.a., in persona del legale rappresentante pro tempore, disattesa ogni contraria istanza ed eccezione, così provvede:

– rigetta la domanda proposta dall’attrice con riguardo al danno da vacanza rovinata;

– condanna la convenuta al pagamento in favore della sig.ra Do.Co. della somma di Euro 600,00 a titolo di compensazione pecuniaria, oltre interessi al tasso legale dalla domanda al saldo;

– dichiara compensate al 50% le spese di lite tra le parti con condanna di parte convenuta a rifondere in favore di parte attrice il restante 50% dichiara la presente sentenza provvisoriamente esecutiva.


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