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Volo Cancellato – Rimborso e Risarcimento del danno

Risarcimento volo cancellato

Volo Cancellato? E’ diritto del passeggero, in caso di cancellazione del volo così come per ritardo aereo, negato imbarco o perdita coincidenza, ottenere dalla compagnia aerea il rimborso biglietto, una compensazione pecuniaria (da € 250 fino ad € 600) ed il risarcimento danni subiti.

Nonostante il pieno diritto riconosciuto al passeggero dalla normativa nazionale e comunitaria, accade spesso tuttavia che la compagnia aerea neghi ai propri passeggeri il dovuto rimborso e risarcimento appellandosi a circostanze eccezionali quali ad esempio un guasto tecnico o condizioni meteo avverse.

Vi possiamo assicurare, sulla base della esperienza maturata sul campo da VACANZAROVINATA.IT, che in buona parte dei casi, quella della “circostanza eccezionale”, non è altro che un subdolo escamotage al quale ricorrono le compagnie aeree per negare ai passeggeri un adeguato rimborso e risarcimento o, comunque, per disincentivare i viaggiatori dall’intentare azioni risarcitorie.

VACANZAROVINATA.IT valutata la sussistenza dei presupposti ti aiuterà quindi a superare tutti gli ostacoli frapposti dalla compagnia aerea fino a farti ottenere un adeguato rimborso ed il giusto risarcimento senza dover corrispondere alcuna spesa.


Come ottenere il rimborso per volo cancellato?

Volo Cancellato e diritto al rimborso

I passeggeri vittima di un volo cancellato, hanno diritto a percepire dalla compagnia aerea responsabile un risarcimento a titolo di “compensazione pecuniaria” variabile da € 250 ad € 600 ed, inoltre, il rimborso di tutte le spese effettuate (ad es. per vitto ed alloggio) a causa dell’improvvisa cancellazione del volo. E’ quanto ha stabilito di recente il Giudice di Pace di Milano nella sentenza del 6 febbraio 2010. Contattaci e scopri come ottenere il tuo risarcimento.

Svolgimento del processo e motivi della decisione

Con atto di citazione ritualmente notificato, i signori An.Bi. e Si.Ma., marito e moglie, convenivano in giudizio la -compagnia aerea- Ea.Ai.Co.Li. al fine di ottenerne la condanna al risarcimento di tutti i presunti danni dagli stessi subiti a seguito dell’inadempimento nelle obbligazioni assunte nei riguardi degli odierni attori nascenti da un contratto di viaggio, a seguito della cancellazione del volo della tratta omissis del omissis, con conseguente condanna al pagamento della compensazione pecuniaria e delle spese sostenute.

Assumevano gli attori:

di avere prenotato con Ea., un volo aereo da omissis a omissis per le ore 20,45 del omissis;

che tale volo (omissis) era stato cancellato il giorno stesso, senza che tale cancellazione fosse comunicata ai passeggeri prima delle ore 00,45 del omissis;

che, dopo l’annuncio della cancellazione, la Compagnia ha indirizzato i passeggeri in vari alberghi, avvisando che sei degli stessi sarebbero partiti con il volo del giorno dopo per omissis, otto degli stessi sarebbero partiti il giorno dopo via omissis, impiegando circa sette ore per tornare a omissis e che gli altri sarebbero partiti con non meglio precisati successivi voli disponibili;

che, dopo la cancellazione, si recavano presso il omissis, in cui avevano precedentemente soggiornato, sostenendo la complessiva spesa di Euro 210,00;

che, non potendo posticipare il rientro in Italia, per impegni lavorativi, immediatamente prenotavano il volo aereo di rientro per il giorno dopo con la compagnia aerea Ib., sostenendo una spesa complessiva di Euro 832,42;

che per il trasporto in taxi dall’aeroporto all’albergo e viceversa, rispettivamente nei giorni omissis, avevano sostenuto la spesa di Euro 54,00;

che per il pranzo del omissis avevano sborsato la somma di Euro 10,10;

che la Compagnia Ea. non aveva versato alcuna somma a titolo di rimborso spese o di compensazione pecuniaria, limitandosi a inviare la somma di Euro 168,98 per volo inutilizzato, corrispondente al prezzo di acquisto dei biglietti Ea. di ritorno per entrambi.

Alla prima udienza non si costituiva in giudizio la compagnia convenuta e ne veniva, pertanto, dichiarata la contumacia.

Esaurita la fase istruttoria, durante la quale venivano sentiti i testi indicati dagli attori a sostegno delle proprie allegazioni, ritenuta la causa matura per la decisione, all’udienza del 14 gennaio 2010, venivano precisate le conclusioni.

La causa veniva, quindi, trattenuta in decisione.

Ritiene questo giudice che la domanda degli attori debba essere accolta.

E’ pacifico in causa che gli attori hanno acquistato due biglietti aerei da omissis a omissis per il giorno omissis alle ore 20,45.

E’ altrettanto pacifico, perché confermato anche dalla Ea. in una mail inviata ad uno degli attori (doc. 12 fascicolo attoreo), che detto volo è stato cancellato il giorno stesso.

Gli attori, entrambi professionisti, per precedenti impegni lavorativi, confermati dal teste sig. Bi.Er., non hanno potuto aspettare che la Compagnia aerea organizzasse un nuovo volo, anche perché, sul punto, non erano state date certezze e, pertanto, si sono organizzati per proprio conto. Inoltre, un giorno di lavoro era già stato perso, come confermato dal documento 13 nel fascicolo attore.

Quindi, gli attori, dopo aver pernottato a proprie spese per un’altra notte nel resort che li aveva fino ad allora ospitati, hanno prenotato il primo volo utile per l’Italia, pagando di tasca propria i biglietti e rientrando a omissis un giorno dopo il previsto.

La compagnia aerea si è limitata a rifondere Euro 168,98 per volo inutilizzato, omettendo di corrispondere agli attori la compensazione pecuniaria per la cancellazione del volo ai sensi dell’art. 5 del Regolamento CE 261/2004 (Euro 250,00 per ciascun passeggero pagante ai sensi del punto 3 dell’art. 3 dello stesso Regolamento). Tale regolamento si applica ai passeggeri in partenza da un aeroporto situato in uno Stato membro o ai passeggeri in partenza da un aeroporto situato in uno Stato terzo ma diretti in uno Stato membro, a condizione che i passeggeri siano in possesso di una prenotazione confermata e si presentino all’accettazione secondo le modalità e gli orari stabiliti: esso mira a dare maggiore protezione ai passeggeri non solo in caso di negato imbarco, ma anche nei casi di cancellazione del volo e di ritardo prolungato alla partenza.

Nel caso di specie, il volo è stato cancellato quattro ore circa dopo l’orario in cui il volo stesso avrebbe dovuto essere effettuato e tale circostanza è stata confermata sia dalla mail di cui sopra sia dal teste sig. Ro.An.Bo., il quale, sebbene non presente ai fatti ma in attesa degli attori all’aeroporto di arrivo (omissis), ha precisato di avere atteso l’arrivo dell’aereo all’aeroporto di destinazione dalle 20,30 fino alle 00,45, ora in cui il volo è stato definitivamente cancellato.

Non costituendosi in giudizio, sebbene ritualmente notificata, la Ea. ha, di fatto, confermato quanto sostenuto dai sigg. Bi. e Ma., e tale circostanza, valutata nel contesto probatorio ampiamente documentato, fa ritenere come ammessi i fatti dedotti dagli attori.

Per tutto quanto precedentemente suesposto, la domanda attorea deve essere accolta e la Compagnia convenuta deve essere condannata a risarcire i danni causati dal proprio inadempimento quantificati in Euro 250,00 a ciascuno degli attori per compensazione pecuniaria, come prevista dall’art. 5 delRegolamento CE 261/2004 (Euro 250,00 per ciascun passeggero pagante ai sensi del punto 3 dell’art. 3 dello stesso Regolamento), ed Euro 1.106,52 per rimborso delle spese sostenute a causa della improvvisa cancellazione del volo.

Le spese del giudizio, liquidate come in dispovo, seguono la soccombenza, ai sensi dell’art. 91 c.p.c. e vengono liquidate in base alla difficoltà della controversia ed all’impegno in essa profuso.

P.Q.M.

Il Giudice di Pace, definitivamente pronunziando, ogni contraria istanza, eccezione e deduzione disattesa, così provvede:

ACCOGLIE

la domanda attorea e, per l’effetto

CONDANNA

la convenuta Ea.Ai.Co.Lt. a pagare, per i titoli di cui in motivazione, agli attori An.Bi. e Si.Ma., la somma totale di Euro 1.606,52, di cui Euro 250,00 ciascuno per compensazione pecuniaria ed Euro 1.106,52 per rimborso delle spese sostenute.

Condanna altresì la convenuta a rifondere agli attori le spese del presente giudizio.


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