La nazionalizzazione di Alitalia durante l’emergenza Coronavirus

Nel pieno dell’emergenza Coronavirus il Governo ha deciso di scrivere l’ultimo capitolo della saga Alitalia inserendo all’interno del Decreto Cura Italia l’ennesimo salvataggio della nostra compagnia di bandiera con spese a carico, anche questa volta, di tutti gli italiani.

Ebbene si, dopo il fallimento Alitalia del 2008, passando per l’ultima amministrazione straordinaria, approfittando dell’emergenza, il Governo ha dato il via libera alla costituzione di una nuova società interamente controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. In pratica Alitalia verrà nazionalizzata!

Per garantire la riuscita dell’impresa, il Governo ha stanziato 600 milioni di euro da destinare ad un Fondo per i danni subiti dall’intero settore aereo per l’emergenza economica causata dal Coronavirus; tuttavia, è palese che tale ingente somma stanziata avrà un unico destinatario ovvero Alitalia! Il riferimento al settore aereo interno serve solo tecnicamente al Governo per far passare l’intervento al vaglio dell’UE con ricorso alla clausola della “calamità naturale”.

L’intervento di nazionalizzazione di Alitalia è stato escogitato dal Governo in prossimità dell’imminente scadenza del termine per la presentazione, da parte di eventuali interessati, delle offerte per rilevare Alitalia; in un momento in cui tutti i vettori hanno gli aerei a terra era impensabile che qualcuno potesse palesare il proprio interesse.

Di fatto avverrà quindi un ritorno di Alitalia nelle mani dello Stato, dopo diversi fallimentari tentativi di privatizzazione e quasi tre anni di amministrazione straordinaria durante i quali le casse pubbliche hanno già iniettato nella compagnia prestiti ponte per 1,3 miliardi di euro.