Il ritardo di un volo non è solo una seccatura, ma può configurarsi come un vero e proprio inadempimento contrattuale da parte della compagnia aerea.

E, come ogni inadempimento, può dar diritto a un risarcimento. Ma quali sono le norme che regolano questi casi? E soprattutto, cosa fare quando la compagnia aerea fornisce una versione dei fatti diversa da quella dei passeggeri?
Il caso del volo Roma-Olbia: cosa è successo davvero?
Il 16 febbraio scorso, il volo Roma-Olbia operato da Aeroitalia ha subito un ritardo significativo. Secondo la compagnia, i passeggeri erano stati informati delle cause del ritardo. Tuttavia, un testimone ha raccontato una versione ben diversa.
Secondo il passeggero, alle 21:10, orario previsto per l’imbarco, i viaggiatori sono stati avvisati di un primo ritardo di 40 minuti. Successivamente, alle 21:50, l’attesa è stata prolungata a un’ora e dieci minuti.
Dopo una lunga attesa, alle 23:10 i passeggeri sono stati fatti imbarcare con la promessa di una partenza immediata. Tuttavia, una volta a bordo, il portellone non è stato chiuso e l’aereo è rimasto fermo fino alle 00:37 del giorno successivo, causando ulteriore frustrazione tra i passeggeri. L’arrivo a Olbia è avvenuto solo all’01:15.
Ritardo aereo: quando hai diritto al rimborso?
La normativa di riferimento è il Regolamento (CE) n. 261/2004, che disciplina i diritti dei passeggeri in caso di ritardo, cancellazione o overbooking.
Secondo l’articolo 6 del Regolamento:
- Per ritardi superiori alle due ore su voli inferiori a 1500 km (come nel caso di Roma-Olbia), la compagnia deve fornire assistenza, ovvero pasti, bevande e, se necessario, una sistemazione in hotel.
- Se il ritardo supera le tre ore, il passeggero ha diritto a una compensazione pecuniaria fino a 250 euro, a meno che la compagnia non dimostri che la causa sia stata un’eccezionale circostanza (come maltempo o scioperi).
Nel caso in questione, il ritardo è stato superiore alle tre ore, quindi i passeggeri potrebbero aver diritto al rimborso.
Il ruolo delle cause del ritardo
Le compagnie aeree spesso invocano circostanze straordinarie per evitare di pagare compensazioni dovute in caso di ritardo aereo. Tuttavia, è la compagnia che deve dimostrare l’eccezionalità dell’evento.
Nel caso del volo Roma-Olbia, Aeroitalia ha dichiarato che i passeggeri erano stati informati della causa del ritardo. Ma se questa causa fosse stata un problema tecnico o una gestione errata dell’operativo del volo, la compagnia non potrebbe escludere il rimborso, perché questi problemi rientrano nelle sue responsabilità.
Cosa fare se subisci un ritardo aereo?
Se ti trovi in una situazione simile, ecco i passi da seguire:
- Conserva la documentazione: biglietti, carte d’imbarco, ricevute di eventuali spese sostenute a causa del ritardo.
- Chiedi spiegazioni ufficiali alla compagnia: meglio se per iscritto.
- Segna l’orario effettivo di partenza e di arrivo.
- Fai valere i tuoi diritti: invia una richiesta di rimborso alla compagnia.
- Se la compagnia rifiuta, contatta un legale specializzato.
Quando conviene rivolgersi a un avvocato?
Se la compagnia rifiuta il rimborso con motivazioni vaghe o non risponde, è opportuno affidarsi a un professionista come Vacanza Rovinata. Un avvocato esperto in diritto turistico può valutare il caso e avviare un’azione legale per ottenere il risarcimento dovuto.
Se hai vissuto un disagio simile, contattaci. Possiamo aiutarti a far valere i tuoi diritti e ottenere il rimborso che ti spetta.
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